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Cinema e teatro

Frank Sinatra, 1964

Frank Sinatra, 1964

€ 54,00

FRANK SINATRA, 1964 (Agenzia Farabola). Fotografia stampata dal negativo originale, in bianco e nero, su carta glicée fineart Hahnemüle Baryta Satin 300 gr. Edizione limitata e numerata con certificato di autenticità. CORTINA D'AMPEZZO (BL), 9 SETTEMBRE 1964. Il cantante e attore Frank Sinatra (Francis Albert Sinatra) durante una pausa nella lavorazione del film “Il colonnello Von Ryan” di Mark Robson. Nato il 12 dicembre 1915 a Hoboken (New Jersey), figlio di italiani emigrati, cominciò a cantare da piccolo nel bar del padre. Nel 1935 partecipò al talent radiofonico Major Bowes and His Original Amateur Hour, dove si esibì con gli Hoboken Four. Lo ascoltò Harry James e lo volle nella sua big band facendolo debuttare su disco con From the Bottom of My Heart e Melancholy Mood. Poi Tommy Dorsey lo portò nella sua orchestra facendogli raccogliere i primi successi. La prima canzone registrata è del 1939, la prima tournée nell’orchestra di Tommy Dorset del 1940, il primo ingaggio cinematografico del 1941, l’esordio con un ruolo significativo del 1944 (Higher and Higher) dopo un paio d’anni passati a cantare per le truppe americane impegnate in guerra. Cinquantatre film, un Golden Globe (Pal Joey, 1957), una nomination (L’uomo dal braccio d’oro, 1955), un Oscar onorario (per il cortometraggio del 1948 The House I live in), un Oscar nel 1954 (Da qui all’eternità). Tentò il suicidio due volte. Il motivo fu sempre l’amore per Ava Gardner. La storia iniziò nel 1948: lui aveva 31 anni ed era già sposato con Nancy Barbato, che ne tollerava le scappatelle. Si incontrarono a una cena, ma lui l’aveva già adocchiata su una rivista. S’incontrarono di nuovo un anno dopo, lui intanto aveva avuto da Nancy il terzo figlio. Passarono la notte insieme. Raccontò la Gardner: «Di lì ci amammo per sempre». Lei restò incinta per due volte, e due volte abortì, intanto Sinatra chiese il divorzio che Nancy respinse. Per provocarlo, la Gardner riprese a frequentare il suo ex: a questo punto il cantante inscenò il primo suicidio. Per niente turbata, Ava Gardner andò in Spagna per girare un film e lì non fece nulla per nascondere il flirt con l’ex torero Mario Cabré. A questo punto Sinatra s’imbottì di pillole, volendo farla finita sul serio. La Gardner rientrò dalla Spagna e, poco dopo, nel novembre del 1951, si sposarono. Non ci fu mai pace: il matrimonio durò fino al 1957, tra scenate di gelosia, anelli di smeraldi lanciati dalla finestra e televisori sfasciati. A 52 anni sposò Mia Farrow (che ne aveva 23). Battuta di Dean Martin: «Perfino lo scotch che Sinatra beve è più vecchio di lei». Morì a West Hollywood (California) il 14 maggio del 1998. Nella sua carriera di cantante: 2.200 brani originali, 21 Grammy Awards, 600 milioni di dischi venduti.

Anna Magnani, 1959

Anna Magnani, 1959

€ 54,00

ANNA MAGNANI, 1959 (Agenzia Farabola). Fotografia stampata dal negativo originale, in bianco e nero, su carta glicée fineart Hahnemüle Baryta Satin 300 gr. Edizione limitata e numerata con certificato di autenticità. ANNA MAGNANI, nata a Roma il 7 marzo 1908 (alcune biografie dicono Alessandria d’Egitto). Entrata nel cinema al seguito del marito, il regista Goffredo Alessandrini (secondo il quale non era tagliata), ottenne il primo successo con Teresa Venerdì di Vittorio De Sica (’41) per diventare poi famosissima interpretando la popolana uccisa dai nazisti in Roma città aperta (’45). Scrisse il poeta Giuseppe Ungaretti: «T’ho sentita gridare ”Francesco” dietro al camion dei tedeschi e non t’ho più dimenticata». La Magnani: «Niente mi è capitato per caso, niente, fuorché il successo di Roma città aperta e la fama di poi. Ero talmente convinta che per sfondare nel cinema ci volesse un bel faccino e occhini azzurri... Insomma, son diventata ”la Magnani” per caso». Nel ’42 lasciò Alessandrini per il giovane attore Massimo Serato, dal quale ebbe il figlio Luca (amore finito alla svelta). Poi una lunga avventura con Rossellini (che l’abbandonò per Ingrid Bergman). «Era Rossellini che mi stava addosso, che non mi lasciava vivere. Non io che correvo appresso a lui. Se quel folle amore fosse esistito anche in me, avrei saputo mantenerlo». Il periodo americano della Magnani iniziò nel ’55 con La rosa tatuata, che le valse l’Oscar. Testo scritto su misura per lei da Tennessee Williams, partì per gli Stati Uniti senza sapere una parola d’inglese ed imparò la parte nei dieci giorni di traversata in nave. Il premio le fu assegnato il 22 marzo ’56: non era presente alla cerimonia, la svegliarono nella notte italiana per darle la notizia, non ci volle credere, attaccò il telefono e tornò a dormire. Selvaggio è il vento (’57) le valse la seconda nomination. Nel 1959 rifiutò il ruolo di Cesira ne La ciociara quando seppe che Sofia Loren (poi vincitrice dell’Oscar) avrebbe dovuto essere sua figlia. Restò in America fino al ’59. Morì il 20 settembre 1973 (tumore). Aveva detto dieci anni prima: «Nascere è quattro strilletti sani e gioiosi, morire è tragedia. Si dovrebbe almeno morire con la stessa dolcezza e innocenza con la quale si nasce. E sapete che’vve dico? Che forse sarebbe più giusto nascere vecchi e morire bambini». In questo foto è a Roma, alla prima del film “La storia di una monaca” di Fred Zinnemann, il 9 ottobre del 1959.

Virna Lisi, 1961

Virna Lisi, 1961

€ 54,00

VIRNA LISI, 1961 (Agenzia Farabola). Fotografia stampata dal negativo originale, in bianco e nero, su carta glicée fineart Hahnemüle Baryta Satin 300 gr. Edizione limitata e numerata con certificato di autenticità. ROMA, DOMENICA 12 FEBBRAIO 1961. Virna Lisi (Virna Pieralisi, 24 anni) nel suo camerino durante la registrazione de “Il caso Maurizius”, sceneggiato per la Rai Tv in quattro puntate trasmesso dal 29 gennaio e tratto dal romanzo di Jacob Wasserman. L’attrice, nella parte dell’affascinante Anna Jahn, ha meravigliato probabilmente il pubblico comparendo in una veste per lei assolutamente nuova: non più la ragazza ingenua, sentimentale, quasi primaverile, che fino a oggi ha impressionato; ma un personaggio fortemente drammatico, dalle tinte quasi allucinanti. Le prove sono iniziate il 1 gennaio, e malgrado le frenesie notturne dopo la notte di Capodanno, la giornata festiva e la palese latitanza del protagonista, Alberto Lupo, gli altri interpreti si sono presentati alle dieci precise negli studi televisivi. Serissima sul lavoro, Virna Lisi, che dopo il suo matrimonio con l’architetto Franco Pesci annunciò più volte di voler abbandonare ogni attività artistica, è tornata non solo a recitare in TV, ma si accinge a interpretare un film di Mario Mattoli con Ugno Tognazzi, Totò, Vittoria Congia e Raimondo Vianello, dal titolo provvisorio “…E il ministro si fermò a mangiare” (diventato poi “….Sua Eccellenza si fermò a mangiare).

Gina Lollobrigida e Kirk Douglas, 1955

Gina Lollobrigida e Kirk Douglas, 1955

€ 54,00

GINA LOLLOBRIGIDA E KIRK DOUGLAS, 1955 (Agenzia Farabola). Fotografia stampata dal negativo originale, in bianco e nero, su carta glicée fineart Hahnemüle Baryta Satin 300 gr. Edizione limitata e numerata con certificato di autenticità. MONTE CARLO (PRINCIPATO DI MONACO), LUNEDì 15 AGOSTO 1955. Gina Lollobrigida e Kirk Douglas alla «Notte di agosto», il Galà benefico organizzato allo Sporting Club dalla Croce rossa monegasca. Decorato come una festa del XVII secolo, con pupazzi in grandezza naturale e costumi d’epoca posti su piedistalli fioriti fra cascate di luci e ruscelli di veli e di verde, l’ampio terrazzo ha fatto da cornice allo spettacolo di varietà presentato da Martine Carol e Kirk Douglas e con Gina Lollobrigida come «vedette». Corre voce a Monte Carlo che Martine Carol, per ragioni di rivalità, sia ostile alla Lollobrigida, ma Martine ha smentito stasera stessa: «La trovo deliziosa e mi è molto simpatica». Kirk Douglas, barba rossa da Van Gogh (sta girando “Brama di vivere”), ha esordito con sketches umoristici e dopo alcuni numeri ha introdotto Martine Carol, che a sua volta ha presentato la Lollobrigida come un «usignoletto»: e Gina, fasciata in un magnifico abito bianco ricamato a perline, con due alette d’argento in capo, è apparsa bellissima. Fino all’ultimo istante, vinta dal panico, si attaccava al braccio del marito dicendo: «Ho paura, mi pare di aver dimenticato tutto. Come farò, è già l’ora?». La prima canzone è stata «Amoureuse», un’aria francese del 1900, poi, in omaggio al pubblico inglese, la Lollobrigida ha intonato una melodia intitolata «I will never know». Infine si è cimentata in «Anema e core», provocando uno scroscio di applausi.

Alberto Sordi, Il maestro di Vigevano, 1963

Alberto Sordi, Il maestro di Vigevano, 1963

€ 54,00

ALBERTO SORDI, 1963 (Adalberto Guarnerio, Agenzia Farabola). Fotografia stampata dal negativo originale, in bianco e nero, su carta glicée fineart Hahnemüle Baryta Satin 300 gr. Edizione limitata e numerata con certificato di autenticità. VIGEVANO (PAVIA), GIOVEDì 12 SETTEMBRE 1963. Alberto Sordi durante una pausa della lavorazione del film “Il maestro di Vigevano” di Elio Petri, sulla piazza Ducale di Vigevano. Tratto dall’omonimo romanzo di Lucio Mastronardi, uscito l’anno prima, il film racconta le vicende del maestro Antonio Mombelli nell’Italia del boom economico. «Del romanzo di Mastronardi  - dirà a fine ‘63 Elio Petri - sto portando sullo schermo non tanto l’ambiente scolastico (che mi pare un elemento complementare della stesura del racconto) quanto il clima greve del miracolo economico sostituito talvolta (...) da uno sfrenato e avventuroso affarismo e da incerte situazioni economiche». Gli fanno eco le parole di Giorgio Bocca, che in un celebre reportage pubblicato da “Il Giorno” ritraeva così la Vigevano dei primi anni Sessanta: «Di abitanti cinquantasettemila, di operai venticinquemila, di milionari a battaglioni affiancati, di librerie neanche una». Il film fu girato quasi tutto a Vigevano, in tre mesi, tra settembre e dicembre – il produttore Aurelio De Laurentiis non permise neanche un giorno di ritardo – e in parte negli studi di Cinecittà, dove furono ricostruite le aule scolastiche perché il Provveditorato della Provincia di Pavia non autorizzò le riprese nelle aule dell’Istituto vigevanese.

Brigitte Bardot, 1961

Brigitte Bardot, 1961

€ 54,00

BRIGITTE BARDOT, 1961 (Agenzia Farabola) Fotografia stampata dal negativo originale in bianco e nero su carta glicée fineart Hahnemüle Baryta Satin 300 gr. Edizione limitata e numerata con certificato di autenticità. SPOLETO, AGOSTO 1961. L'attrice Brigitte Bardot (Brigitte Anne Marie Bardot) a Spoleto. Massima star del cinema francese, aveva conquistato il mondo ma non con i suoi film, spesso di scarso successo commerciale. Era la sua vita turbolenta e passionale a suscitare riprovazione e ammirazione, a rendere infuocata la sua celebrità. Sposata a 18 anni con il regista Roger Vadim, proprio girando Piace a troppi si innamorò riamatissima del marito cinematografico, Jean Louis Trintignant, per poi sposare il più grande amore della sua vita, l’attore Jacques Charrier, da cui ebbe il suo solo figlio, Nicolas [...]. Vita infernale, gelosia e botte, tentativi di suicidio di tutti e due, per lei nessun desiderio di allevare quel bambino poi affidato al padre: ”Penso di non essere fatta per essere madre. Non so perché, io amo gli animali e i bambini, ma non sono abbastanza adulta per allevare un figlio. Sono io ad aver bisogno che qualcuno si prenda cura di me”. Anche con un altro attore, Sami Frey, passione e desiderio di morte, e tra lui e il terzo matrimonio con il miliardario tedesco Günther Sachs a Las Vegas nel 1966, una serie di amanti di qualche giorno o mese, playboy, arrampicatori, bei ragazzi senza futuro, nelle notti di Saint Tropez che celebrarono gli ultimi fuochi degli anni ´60. Prima di compiere 40 anni, Brigitte era di nuovo divorziata e dopo 41 film in 21 anni, si ritirò dal cinema.