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Costume e società

Cilindri Borsalino, 1955

Cilindri Borsalino, 1955

€ 54,00

CILINDRI BORSALINO, 1955 (Agenzia Farabola). Fotografia stampata dal negativo originale, in bianco e nero, su carta glicée fineart Hahnemüle Baryta Satin 300 gr. Edizione limitata e numerata con certificato di autenticità. ALESSANDRIA, VENERDì 1° LUGLIO 1955. I famosi cilindri Borsalino durante una fase della lavorazione allo stabilimento di Alessandria. I cilindri qui prodotti sono ricoperti di sola seta, e per soddisfare i livelli di qualità dell’azienda, devono brillare di otto riflessi diversi. Dentro alcuni modelli, come il Gibus o Chapeau Claque, viene introdotta una molla che permette di piegare il cappello e metterlo sotto il braccio. Ogni giorno in questo stabilimento vengono a lavorare 1.200 operai, che producono in tutto 800mila cappelli l’anno. L’azienda è oggi in mano a Teresio Usuelli, pronipote di quel Giuseppe Borsalino che nell’aprile del 1857, tornato dalla Francia con il titolo di «provetto artigiano cappellaio», aprì ad Alessandria un piccolo laboratorio, una decina di operai e una produzione di una dozzina di cappelli al giorno, tutti realizzati con feltro di pelo di coniglio, materiale di altissima qualità. Borsalino contribuì così anche allo sviluppo del territorio, poiché molte famiglie allevavano conigli proprio per questo scopo. Con il figlio Teresio alla guida, che diventò senatore e si distinse anche per la costruzione di importanti opere pubbliche, ebbero grande impulso anche le esportazioni. Alla sua morte, nel 1939, la Borsalino produceva un milione di cappelli all’anno e aveva 1400 addetti. Ultimo della dinastia il nipote Teresio Usuelli, figlio di un famoso pioniere dell’aeronautica, che ha dovuto affrontare i difficili anni del dopoguerra.