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Anna Magnani, 1959

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ANNA MAGNANI, 1959 (Agenzia Farabola).
Fotografia stampata dal negativo originale, in bianco e nero, su carta glicée fineart Hahnemüle Baryta Satin 300 gr. Edizione limitata e numerata con certificato di autenticità.

ANNA MAGNANI, nata a Roma il 7 marzo 1908 (alcune biografie dicono Alessandria d’Egitto). Entrata nel cinema al seguito del marito, il regista Goffredo Alessandrini (secondo il quale non era tagliata), ottenne il primo successo con Teresa Venerdì di Vittorio De Sica (’41) per diventare poi famosissima interpretando la popolana uccisa dai nazisti in Roma città aperta (’45). Scrisse il poeta Giuseppe Ungaretti: «T’ho sentita gridare ”Francesco” dietro al camion dei tedeschi e non t’ho più dimenticata». La Magnani: «Niente mi è capitato per caso, niente, fuorché il successo di Roma città aperta e la fama di poi. Ero talmente convinta che per sfondare nel cinema ci volesse un bel faccino e occhini azzurri... Insomma, son diventata ”la Magnani” per caso». Nel ’42 lasciò Alessandrini per il giovane attore Massimo Serato, dal quale ebbe il figlio Luca (amore finito alla svelta). Poi una lunga avventura con Rossellini (che l’abbandonò per Ingrid Bergman). «Era Rossellini che mi stava addosso, che non mi lasciava vivere. Non io che correvo appresso a lui. Se quel folle amore fosse esistito anche in me, avrei saputo mantenerlo». Il periodo americano della Magnani iniziò nel ’55 con La rosa tatuata, che le valse l’Oscar. Testo scritto su misura per lei da Tennessee Williams, partì per gli Stati Uniti senza sapere una parola d’inglese ed imparò la parte nei dieci giorni di traversata in nave. Il premio le fu assegnato il 22 marzo ’56: non era presente alla cerimonia, la svegliarono nella notte italiana per darle la notizia, non ci volle credere, attaccò il telefono e tornò a dormire. Selvaggio è il vento (’57) le valse la seconda nomination. Nel 1959 rifiutò il ruolo di Cesira ne La ciociara quando seppe che Sofia Loren (poi vincitrice dell’Oscar) avrebbe dovuto essere sua figlia. Restò in America fino al ’59. Morì il 20 settembre 1973 (tumore). Aveva detto dieci anni prima: «Nascere è quattro strilletti sani e gioiosi, morire è tragedia. Si dovrebbe almeno morire con la stessa dolcezza e innocenza con la quale si nasce. E sapete che’vve dico? Che forse sarebbe più giusto nascere vecchi e morire bambini».
In questo foto è a Roma, alla prima del film “La storia di una monaca” di Fred Zinnemann, il 9 ottobre del 1959.